Il legno è per natura un materiale vivo che respira, entra in relazione igroscopica con il contesto in cui si trova. Si tratta di un materiale dalle texture disomogenee, questa è il suo principale tratto distintivo rispetto ai materiali sintetici. Non esiste un centimetro di legno che sia uguale ad un altro. Il legno attiva i sensi, ha un suo profumo, una diversa matericità di specie riscontrabile al tatto. Un colore naturale sempre diverso con ossidazioni e venature sempre diverse. Quando diventa oggetto d’arredo, oppure utensile, conserva la memoria dell’albero da cui proviene. Il legno è caldo e accogliente, è desiderabile, non a caso viene spesso imitato perché ritenuto il materiale di riferimento. Il cosiddetto effetto legno. Gli infissi in legno sono l’ideale impiego.

Torniamo ora al rapporto tra etica ed estetica nella produzione industriale, partendo dall’assunto che l’etica è una questione morale. Capita di sovente leggere nelle mission e nelle vision aziendali di attenzioni e propensioni ai valori etici. Buoni propositi che spesso non coincidono con i fatti concreti. Ora sembra arrivata l’ora di considerare concretamente il rispetto degli individui passando dall’approccio etico alla realizzazione dei propositi. Ecco cosa intendevo quando parlavo di moda. Parlare di etica non significa agire eticamente.
L’etica in generale nella società dei consumi, ha confini sfumati con l’estetica, nel senso che nella nostra società siamo portati ad identificare come estetico ciò che è in armonia con il creato. Questo atteggiamento lo definiamo etico. Possiamo allora affermare che esiste un valore buono dell’etica che spesso confondiamo con l’estetica, vale a dire con ciò che definiamo bello.

MA IL BELLO È ANCHE BUONO?
La bellezza, che può essere considerata una virtù utile, deve essere perseguita da ogni costo oppure dobbiamo prendere in considerazione anche la sua convenienza sociale?
Cicerone in una sua opera, tratta dei concetti di utile e honestum, una disamina di come la separazione dei due concetti arrechi danno all’uomo.
Per Cicerone nulla deve essere considerato utile o vantaggioso se non strettamente virtuoso. Nessuna separazione tra i principi di virtù e opportunità.
Quindi l’agire deve essere ispirato al raggiungimento del bene comune nell’interesse della Res publica.
Se l’estetica come valore culturale appartiene al momento storico, l’etica è una questione morale dal respiro più lungo. Sarebbe opportuno non confondere le due cose.
L’evoluzione ci porta ad utilizzare lo sviluppo tecnologico per migliorare la nostra esistenza, l’etica ci consente di evitare forzature e aberrazioni che possono sortire effetti contrari e dannosi per il pianeta.
Non solo per l’ambiente, la sostenibilità dei processi produttivi e la salvaguardia delle risorse naturali.
Senza principi etici, alla ricerca del solo profitto, un bravo informatico può migliorare e velocizzare una procedura oppure può scegliere di diventare un haker e distruggere in un attimo il lavoro di milioni di persone.

L’APPROCCIO ALLA BELLEZZA
Quale approccio vogliamo avere al concetto di bellezza, quello estetico artistico, quello estetico matematico o quello filosofico. Di quest’ultimo punto di vista possiamo dire che si tratta di uno degli argomenti più intriganti e controversi, sul quale si sono confrontati fin dalle origini della nostra cultura occidentale i filosofi più illustri a partire da prima di Cristo con Platone che tratta l’argomento sia nel Fedro che nel Simposio, passando per Socrate e Aristotele. Dopo Cristo con Sant’Agostino, Tommaso d’Aquino, fino ai più recenti Winckelmann, Kant e Schopenhauer, ma anche il nostro Umberto Eco.
GLI ATTRIBUTI TRADIZIONALI DELLA BELLEZZA
– la luminosità,
– la proporzione
– l’integrità
– la diversità (disomogeneità)

GREEN può essere GLAM?
Ci può essere un lusso sostenibile? Esiste un’etica dei materiali?
È quello che si chiede il comparto moda, i cui processi industriali sono secondi per inquinamento solo alla filiera del petrolio. A Berlino all’Ethical fashion show, molte aziende hanno attivato ricerche che conducono alla sostenibilità dei processi produttivi. La soluzione delle problematiche in questo settore risiede nella sperimentazione di nuove soluzioni, non nel romanticismo oscurantista.
Il consumatore é più sensibile ai valori della sostenibilità e strizza l’occhio all’etica.


